Presentazione libro Giuseppe Rescifina - Biblos Monterosi

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Presentazione libro Giuseppe Rescifina

ATTIVITÀ > 2017
Presentazione libro di Giuseppe Rescifina
Dante e la Tuscia


Venerdì 3 novembre 2017, presso la Biblioteca Biblos, è stato presentato il libro “Dante e la Tuscia. Personaggi, luoghi, simboli e un’ipotesi suggestiva”, pubblicato nel 2016 dalla Casa Editrice Serena di Viterbo in seconda edizione.
All'evento sono intervenuti l’autore del saggio, Giuseppe Rescifina, giornalista e appassionato studioso delle opere di Dante, e Simonetta Pacini, Presidente dell’Associazione culturale Tusciae20.
Il benvenuto è stato rivolto dal Presidente dell’Associazione Biblos, Edoardo Giacomini, che ha ringraziato i presenti ed ha presentato l’autore con alcune note biografiche.
Nella sua interessante esposizione, Rescifina ha messo in luce alcuni personaggi e luoghi della Tuscia citati da Dante nella Divina Commedia. Oltre a San Bonaventura da Bagnoregio, è stato menzionato il clamoroso fatto di sangue, che all'epoca fece molto scalpore, avvenuto nel 1271 nella chiesa del Gesù a Viterbo, che provocò la morte di Enrico di Cornovaglia, nipote di Enrico III d’Inghilterra, per mano di Guido di Montfort, che Dante incontra tra gli assassini durante la sua visita nell'Inferno, nei pressi del fiume Flegetonte, paragonato al Bulicame, famose terme di Viterbo. Tra i vari personaggi nominati da Dante nella Divina Commedia, Rescifina ricorda anche i Papi che abitarono nella sede di Viterbo, alcuni citati dal vate nell'Inferno, quali Clemente IV, Nicola III e Adriano V, un altro, Martino IV, collocato in Purgatorio tra i golosi (a causa della sua passione per le anguille del lago di Bolsena) ed infine Giovanni XXI posto nel Paradiso tra i sapienti grazie alle sue opere teologiche.
Infine, l’autore ha accennato ad una sua personale intuizione, da egli indicata come un’ipotesi suggestiva, che riguarda l’esistenza di un possibile rapporto tra la “Candida Rosa” (ossia quel luogo dove risiedono le anime nel Paradiso costruito da Dante) e la Santa Rosa di Viterbo, argomentando su possibili indizi storici che potrebbero avvalorare tale tesi.
Servizio fotografico curato da Daniele Limongelli
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