Il segreto di Luca - Furore - Biblos Monterosi

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Il segreto di Luca - Furore

BIBLIOTECA > Gruppo di lettura > 2015
Il segreto di Luca

di Ignazio Silone


Furore

di John Steinbeck


Data: 23 settembre 2015

Presenti: Caterina, Serenella, Fabrizio, Maria, Anna Rita, Enzo,
                   Marina

Titolo libro: Il segreto di Luca
Autore: Ignazio Silone

Titolo libro: Furore
Autore: John Steinbeck

Commenti:

A Caterina Il segreto di Luca è piaciuto. E’ scritto bene, i personaggi sono ben caratterizzati, ad eccezione di quello della donna. In alcuni episodi risulta un po’ ripetitivo: per lei è più riuscito Vino e pane, perché è più lineare.

Anche a Serenella il romanzo è piaciuto: lo ha trovato avvincente; si legge bene e la prosa è ancora molto attuale. Forte e poderoso il personaggio di Andrea. Don Serafino ricorda un po’ Don Abbondio.

Enzo giustifica gli aspetti ripetitivi con l’esigenza dell’Autore di ritornare sui suoi passi perché è in cerca di indizi.

Fabrizio giudica la storia piuttosto inconcepibile oggi. C’è un senso dell’onore proprio di altri tempi. Nelle due storie, di Andrea e di Luca, vede una velata critica alla politica e alla giustizia. Silone si rispecchia in Andrea. Le figure femminili sono un po’ in ombra.

Per Maria è una storia meravigliosa, a volte grottesca. Insiste sui principi. Il romanzo è scritto molto bene.

Anche Anna Rita è d’accordo.

Per Enzo il romanzo è bello, si legge con piacere. Lo ha riletto perché la prima lettura gli aveva fatto sorgere alcuni dubbi. Ha concluso che il segreto è stato rivelato. Lui non ha sacrificato niente perché comunque avesse vissuto, per lui l’amore per Ortensia era tutto. Anche uscito di prigione non fa niente, non cerca niente. Tutti in fondo sapevano che era innocente; solo il giudice pensa che siccome un cafone non può essere un gentiluomo, allora è colpevole. Ricorda il discorso di Andrea col giudice. Il potere è il più forte e non torna indietro. Il romanzo è un po’ un giallo. Il linguaggio è aderente al nostro gusto tranne per qualche “egli” di troppo.

Passa quindi a Furore di Steinbeck. Per Enzo questo libro è più che un romanzo: è un poema epico. Questo popolo che si muove per cercare lavoro, con tutte le sue vicende, le sue speranze e le sue sconfitte, è veramente un affresco indimenticabile. Il finale poi è bellissimo. Ricorda una cosa simile in una novella di Maupassant.

Anna Rita ha letto il libro in vacanza ed è stato un po’ stressante perché contemporaneamente vedeva in TV i servizi sui migranti. Il libro le è sembrato perciò attualissimo e angosciante. Un libro importante. Ha apprezzato molto la caratterizzazione dei diversi personaggi.

Enzo paragona la descrizione della morte dei nonni ad un quadro del Caravaggio.

Maria dice che è un capolavoro da leggere per capire come sia duro abbandonare la propria terra per poter sopravvivere.

Serenella definisce la storia di questa famiglia un affresco interessante in cui spicca la figura della madre, sempre presente e positiva, su cui si può contare. Per lei il romanzo rivela la passione dell’Autore per l’umanità. Niente sentimentalismi. E’ molto misurato.

Per Caterina il messaggio del libro è la condanna di una tecnologia improvvisa e distruttrice. La trattrice è un mostro che incombe sempre, distrugge anche le famiglie. Definisce il romanzo terribilmente umano. Nella parte finale, quando arriva la pioggia, essa appare un po’ come la peste. Enzo aggiunge che le persone e le famiglie sono anche positive e non cadono nello sfacelo. Per lui Steinbeck non è negativo nei confronti degli uomini.
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